Il mio viaggio nell'arteterapia
La mia storia, il tuo spazio
''Sono sempre stata una persona profondamente creativa, empatica e sensibile. Ogni emozione, ogni incontro, ogni storia mi attraversa e lascia traccia dentro di me. Fin da bambina ho sentito che l’arte era il mio linguaggio naturale: il modo più autentico che avevo per esprimere ciò che a volte le parole non riuscivano a raccontare.
Negli anni ho lavorato con materiali vivi e trasformabili come la lana cardata e la ceramica, strumenti straordinari capaci di dare forma alle emozioni attraverso il gesto, il tatto e la presenza. Ho accompagnato bambini e ragazzi in numerosi laboratori creativi, come atelierista e assistente educativa nei centri estivi, e in ognuna di queste esperienze ho assistito a qualcosa di profondamente trasformativo: quando una persona crea, si apre. Quando si sente libera di esprimersi, cambia.
Oggi ho 33 anni, sono madre di tre figli e vivo in provincia di Torino, un territorio che nutre la mia sensibilità con la sua bellezza, i suoi silenzi e i suoi ritmi naturali. Il mio cammino personale e professionale è un intreccio vivo tra creatività, ascolto profondo e crescita interiore. Di recente sono diventata anche insegnante di meditazione e mindfulness, perché credo con convinzione nella possibilità di conoscersi, evolvere e rinascere in ogni fase della vita.
Ho scelto di diventare arteterapeuta perché sento il desiderio autentico di offrire uno spazio sicuro, accogliente e privo di giudizio, in cui le persone possano incontrare se stesse con verità. Uno spazio dove l’arte non è performance ma esperienza, non è tecnica ma linguaggio dell’anima, non è risultato ma processo.
Credo profondamente che dentro ogni persona esista un potenziale creativo che attende soltanto di essere riconosciuto. E credo che, attraverso il fare con le mani, il sentire, il respirare e il creare, sia possibile tornare a casa: dentro se stessi.''

Un approccio unico, un ascolto profondo
Il mio modo di lavorare nasce dall’ascolto. Ogni percorso di arteterapia è unico, perché unica è la persona che ho davanti. Non propongo modelli da seguire, ma uno spazio sicuro in cui potersi esprimere liberamente, senza giudizio. L’arte, nel mio lavoro, non è mai performance né tecnica: è uno strumento di relazione con sé.
Attraverso materiali semplici e il gesto creativo, ti accompagno a rallentare, a sentire il corpo e a dare forma a ciò che spesso rimane invisibile. È in questo spazio che possono emergere intuizioni, emozioni e risorse interiori profonde. Credo nella trasformazione che avviene quando ci si sente visti, accolti e liberi di essere, ritrovando autenticità e consapevolezza.

A chi mi rivolgo: un cammino per donne e bambini
Nel mio lavoro, non parto mai da chi una persona “è”, ma da ciò che sente e dal momento che sta attraversando. Mi sento vicina a chi avverte il bisogno di uno spazio gentile, dove potersi fermare, ascoltare e lasciar emergere ciò che spesso resta in silenzio.
L’incontro con le donne nasce dal desiderio di ritrovarsi, di riconnettersi a parti di sé messe da parte. Con i bambini, invece, il legame prende forma in modo naturale e leggero; attraverso il gioco e l’espressione creativa, l’arte diventa un linguaggio immediato, capace di accogliere emozioni senza bisogno di spiegarle.
"Ritrova la tua calma, riscopri la tua essenza."
La consapevolezza che fermarsi è possibile, che ascoltarsi è un atto di cura e che dentro ognuno esistono risorse profonde. Non sei sola: qui trovi uno spazio sicuro e accogliente, nel momento esatto in cui ti trovi.
Giulia Candido